"Per Dario è dura ma con Veltroni restavamo al palo" intervista a Francesco Guccini, di Emanuela Minucci, La Stampa - 16 Maggio 2009
La fedele copia dell'Unità sul tavolino. Una spremuta al
posto del caffè («sennò mi torna la voglia di fumare») e una faccia da funerale
davanti ai titoli di prima pagina. «Guardi qui: Berlusconi è un fuoriclasse a catturare
i desideri della gente e invece noi riusciamo solo a sbriciolarci, a dire io
sono più di sinistra di te, e io sono più puro. Continuiamo così, facciamoci
del male».
Francesco Guccini, uno degli ultimi uomini sulla faccia delle terra a non
possedere un telefonino, ieri ha rischiato di far tardi al suo appuntamento
torinese con la Fiera
del Libro, mentre ragionava a voce alta di politica: «Parliamone pure, ma sia
chiaro, a me gli intellettuali che vanno con Di Pietrproprio proprio non stanno
bene. Io sto con Franceschini, io non cambio idea, a me pare un duro, uno che
ha le idee chiare, insomma, possiamo ancora farcela, anzi, dobbiamo farcela».
Vuoi dire che il dio della sinistra non è morto?
«Grazie per la citazione dei tempi andati, ma quando componevo Dio è morto le
cose per la sinistra andavano un po' meglio. Ci detto credo davvero che il
peggio sia passato. Io voto Pd, continuerò a votare Pd anche se per il momento,
me ne rendo conto, facciamo una certa fatica ad andare avanti, anzi se vuole le
spiego alla modenese le condizioni in cui versa il partito democratico...».
Prego.
«Sta come "tri in 'na scrana e un ch'a'l còccia” , traduzione: sta come
tre su una sedia e uno che spinge. E quello che spinge, al momento, è il povero
Dario».
Che consiglio gli darebbe se ce l'avesse
davanti?
«Gli direi: Dario, comprati quattro televisioni. Perché è
inutile che continuiamo a lottare con armi non dico impari, ma in qualche modo,
surrealmente, diverse. Io ti sfido a duello con il fioretto e tu c'hai la bomba
atomica. Per sapere chi vince non c'è nemmeno bisogno di andare a votare».
Ma allora perchè lei
ci va? E perchè continua a votare Pd?
«Perchè sono coerente, perchè non credo in nessun altro mondo.
Perchè fra Berlusconi e Veronica io sto'con Veronica, e dal primo secondo,
perchè poveretta se l'è sopportato per trent'anni il Cavaliere, il triplo di
noi. E chissà cosa le ha fatto per portarla alla separazione: non lo sapremo
mai».
Noemi?
«Beh, quella mi pare chiaro che non sia sua figlia. Lo credo
che la signora ha perso la pazienza. Per concordo con le parole di Eco
pubblicate proprio da La Stampa
ieri. Non sono i politici a dover cambiare: è la testa degli italiani».
E
secondo lei Franceschini è in grado di svitare i cervelli?
«Sarà dura, ma
certamente con Veltroni era difficile andare da qualche parte. Aveva ragione
Paolo endel quando rinfacciava al caro Walter che il principale esponente dello
schieramento a noi avverso ce lo aveva allegramente messo nel principale
orifizio del fondo schiena. Ecco, ha capito adesso quando dico che bisogna
essere pi netti, pi incisivi?».
Dica la verità: lei
non si è lasciato tentare da Di Pietro perchè vuole andare ancora alle ex Feste
dell'Unità, oggi Festa democratica...
«E' vero, io ci vado volentieri. Ma mi creda, non è quello
il motivo».
Previsioni elettorali?
«Sono fiducioso. Non credo a chi sostiene che il Pd abbia fallito.
E' semplicistico, oppure non voglio neanche prenderlo in considerazione».
Vedremo prima un Pd
vincente o un suo nuovo album?
«Per il momento io ho tre nuove canzoni. Devo chiedere a
Franceschini lui a che punto è».