"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di rispettare la Costituzione e le leggi e di esercitare la funzione di segretario del Partito democratico nell'interesse esclusivo della Nazione".
Nel suo primo giorno da Segretario del PD, Dario Franceschini ha scelto di andare nella sua città, nel luogo più simbolico della sua storia democratica ed antifascista, per giurare fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana.
«Il presidente del Consiglio ha in mente un paese in cui il potere viene sempre più tacitamente concentrato nelle mani di una sola persona. Questo è contro la Costituzione a cui lui ha giurato fedeltà». Un giuramento che lui stesso ha definito «anomalo», ma che ha il valore simbolico di sottolineare l'importanza della battaglia a difesa della Costituzione come punto qualificante della sua segreteria del Pd. È anche per questo motivo che il neo segretario del Pd, Dario Franceschini, ha giurato fedeltà sulla copia della Costituzione del papà Giorgio 87 anni, partigiano durante la seconda guerra mondiale, davanti al cippo dell'eccidio degli Estensi (undici partigiani trucidanti nella notte del 15 novembre 1943) a Ferrara, la sua città. ”Fino a qualche decennio fa - ha detto - la Costituzione, l'antifascismo e la laicità erano valori condivisi da tutte le forze politiche, che si fronteggiavano anche duramente. Oggi sembra che noi sia più così. Noi vogliamo che torni ad essere così.”
«Non è il momento della delusione, dell'astensionismo o del disimpegno - ha aggiunto Dario - è il momento in cui tutti gli italiani che credono nei valori condivisi che hanno fatto nascere la nostra Costituzione, dall'antifascismo e dalla resistenza, in modo pacifico, civile e democratico comincino una lunga battaglia per difendere la democrazia italiana. Quelli che attendono il centrosinistra saranno «mesi difficili, anni difficili, ma noi alla fine vinceremo».
Franceschini ha ringraziato le centinaia di persone presenti, venute ad assistere al giuramento. E ha rivolto un grazie particolare anche alla sua città, Ferrara, «per la sua tradizione civile, democratica e antifascista» e ai suoi genitori, scusandosi per la grande emozione che li ha dato.